Lo stile Fradiles nel cuore della Sardegna: il Mandrolisai

fradiles mandrolisai

“Noi lo chiamiamo ‘stile Fradiles’: è il nostro modo di fare vino, ci appartiene e ci identifica da ormai 20 anni”.

 

Con queste parole Antonio Marras riassume l’essenza dell’azienda di cui si occupa insieme al cugino Paolo Savoldo

fradiles raccolta vino a mano

Nata nel 2003 con la collaborazione degli zii, la cantina è il frutto del legame della famiglia con il territorio stesso del Mandrolisai. Sono 7 i comuni che rientrano nella denominazione, includendo Sorgono e Atzara, i più storici, insieme a Meana Sardo, Samugheo, Ortueri, Tonara e Desulo.

“La nostra famiglia produceva vino sfuso da generazioni ad Atzara finché il desiderio fu quello di dare maggiore prestigio al prodotto di quelle vinificazioni trasferendo quindi in bottiglia la storica produzione vinicola di questa zona” racconta Antonio “Siamo partiti da un blocco aziendale di circa tre ettari per arrivare oggi a gestirne circa 14”.

produzione vino fradiles

La produzione si attesta sulle 45 mila bottiglie ed è imperniata della volontà di raccontare questo speciale angolo di Sardegna, su cui veglia il Gennargentu che regala forti escursioni termiche, alleate dello sviluppo aromatico nelle uve. È questa montagna il vero regolatore climatico del territorio del Mandrolisai, oltre a rendere questa zona sufficientemente piovosa da prevenire eventuali problemi di siccità.

La caratteristica della produzione del Mandrolisai, oltre ad attestarsi come unico vero vino territoriale della Sardegna, portando il nome del luogo nella denominazione, è legata alla gestione stessa dei 3 vitigni che vengono coltivati in modo promiscuo nel vigneto.

vigna alberello fradiles

Le vigne storiche, infatti, presentano una commistione di ceppi delle diverse varietà previste dalla denominazione ovvero Bovale Sardo, Cannonau e Monica, distinguibili soltanto da un occhio veramente esperto. Per le nuove iscrizioni alla denominazione, e quindi per il calcolo delle percentuali dei diversi vitigni al fine di mantenere le proporzioni da disciplinare, generalmente si fa una mappatura in fase di maturazione, periodo in cui la forma delle foglie e dei grappoli permette di identificare precisamente i tre vitigni.

Nel caso di Fradiles, troveremo una preponderanza (almeno l’80%) di vigne coltivate ad alberello, sistema di allevamento che obbliga dunque ad attuare in campo solamente pratiche manuali.

“L’alberello libero ci impedisce di meccanizzare; per questo la vendemmia ma anche tutte le lavorazioni del terreno vengono svolte interamente a mano. Peraltro” spiega Marras “le nostre rese per ettaro, specialmente sugli impianti più vecchi, sono veramente basse, anche 30-35 quintali. Ma l’apprezzamento che riceviamo dal pubblico e i premi di settore” continua “ci danno l’entusiasmo per continuare e fare sempre meglio”.

vigneto alberello fradiles

Sono ben 5 le etichette dedicate alla Doc Mandrolisai che Fradiles annovera nella sua rosa di produzione.

La differenza sostanziale tra le referenze risiede nell’età delle piante, dalle più giovani, di circa 10 anni, che convergono nell’Azzàra, sino alle ultra centenarie impiegate per l’Antiogu.

Altro fiore all’occhiello è il Memoria Creccherie, un vero e proprio Cru, ottenuto dalla vinificazione di un vigneto impiantano dal bisnonno di Antonio con piante che oggi hanno raggiunto i 90 anni d’età.

Per comprendere davvero questo territorio, insignito della menzione paesaggio rurale storico d’Italia con i comuni di Sorgono e Atzara, una visita è imprescindibile.

L’invito è quindi quello di partire alla volta del cuore della Sardegna per lasciarsi affascinare dal sorprendente volto del Mandrolisai, e scoprirne le complessità, un sorso dopo l’altro.

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