Terreno, territorio e terroir

Terreno territorio terroir

Quando sentiamo parlare di vino, una parola su tutte viene utilizzata (e a volte abusata): terroir. Proviamo un pochino a vedere quindi cosa vuol dire questa parola e quali sono le differenze che essa porta con sé rispetto ad altre parole simili, a volte erroneamente usate come sinonimi, quali territorio e terreno. Terroir è una parola francese, un significato intuibile, quasi chiaro anche in italiano: terroir ci porta immediatamente a terreno ma è tuttavia un termine che assume specificità e caratteristiche ben più ampie se associato a diversi contesti. 

Terroir non è solo terra, è terra nella terra, è vastità, è natura, è ambiente, è uomo. Terroir è territorio, ma un territorio definito da elementi ben precisi che ne compongono le condizioni chimico-fisiche e quelle ambientali. Non solo territorio da definirsi tale per la composizione organica, ma anche per le modifiche che l’uomo, il viticoltore, ha apportato al suo equilibrio precedentemente intatto. 

Per quanto esistano due scuole di pensiero, una che lega il significato del termine esclusivamente a fattori organici e ambientali, ed una che lo vuole connesso alla “mano dell’uomo”, certo è che si tratta dell’ennesima dimostrazione che per essere viticoltori non basta avere delle conoscenze base. L’arte che si spiega con distese di filari è figlia di una serie di condizioni che devono coesistere, almeno laddove si voglia raggiungere un livello qualitativamente elevato. 

Distribuzione dell’acqua, nutrizione minerale, proprietà fisiche, livello climatico, sbalzi termici, natura del suolo, stress da eccessi: il terroir è tutto questo e molto altro ancora. È ascolto del territorio e osservazione dei suoi cambiamenti. Il terroir è la storia della vigna dall’infanzia all’età adulta, è la conoscenza applicata alla tecnica che fondendosi vanno a creare un risultato unico.

Terreno territorio terroir

La storia e la diffusione del termine “terroir”

Il termine terroir, di probabile origine popolare, ma di dubbia origine certa, è precedente allo sviluppo della lingua francese scritta. Come si arriva dunque alla parola terroir? Quasi sicuramente da un’alterazione gallo-romana del termine territorium che ha portato a sua volta alla parola territoire. La situazione diventa più chiara dalla fine del XVII secolo poichè viene usato per indicare “la terra considerata dal punto di vista delle proprie attitudini agricole” e più precisamente viticole. Come si legge nel documento tradotto dal francese dal direttore del Centro di ricerca per la viticoltura, professor Luigi Bavaresco – nel lavoro pubblicato sulla “Revue Francaise d’Oenologie” (2011) e diffuso da Assoenologi –  “il “gusto del terroir” appare nel 1549 ed è stato completato nel 1596 con “sentire il proprio terroir” e nel 1669 con “sentire il terroir”, ma la connotazione ha inizialmente un aspetto negativo. Solo con il tempo il concetto è cambiato grazie alla connotazione di criteri positivi specifici al vino e legati al terroir.

 

Definiamo quindi il termine terroir

L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) fornisce una definizione molto netta: 

“Il terroir vitivinicolo è un concetto che si riferisce a uno spazio nel quale si sviluppa una cultura collettiva delle interazioni tra un ambiente fisico e biologico identificabile, e le pratiche vitivinicole che vi sono applicate, che conferiscono caratteristiche distintive ai prodotti originari di questo spazio”

 

Terreno territorio terroir

L’unicità del Terroir in Italia

Dopo la Francia, anche in Italia, partendo dalle più note regioni vitivinicole, sono stati condotti degli studi per identificare le caratteristiche dei diversi terroirs. Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino, sono state le prime regioni ad essere oggetto di analisi.  L’unicità dei paesaggi, i fattori naturali dell’ambiente, i metodi di coltivazione, sono servite a identificare “attitudini vinicole” che racchiudono il risultato della combinazione di elementi nel terroir. A seguire nel tempo la classificazione è continuata fino a identificare e classificare il nostro bel paese non solo come quello che presenta la maggiore quantità di uvaggi utilizzati e autoctoni ma anche come il luogo dove per rapporto alla superficie vitata si possono contare il maggior numero di terroirs. Questo è assolutamente motivo d’orgoglio perché, se è vero che terroir è quella sinergia di elementi che partono dal terreno e dalla vigna ma che devono necessariamente passare attraverso l’uomo, ne consegue come il poter vantare il maggior numero di terroirs equivale a dire che l’Italia presenta il maggior numero di persone che attivamente sono riuscite a creare ed influenzare un territorio fino a trasformarlo in qualcosa di unico e differente.

Ed è per questo che noi di Mostovivo ci appassioniamo così tanto e siamo totalmente assuefatti e sottomessi al discorso qualitativo. È per questo che noi ci adoperiamo così tanto nella ricerca territoriale, senza contattare indirettamente ma esplorando in prima persona il territorio italiano da nord a sud andando a ricercare e conoscere questi terroirs, apprezzandone le caratteristiche morfologiche e più prettamente tecniche, ma lasciandoci letteralmente rapire e conquistare da quelle che sono le persone che in maniera proattiva operano ogni giorno con lo scopo unico di offrire la migliore qualità possibile che rifletta contemporaneamente le unicità territoriali e la visione di chi attraverso queste unicità vuole comunicare un messaggio. È questa la reale difficoltà della nostra missione perché quando da oggi ci sentirete parlare di terroir, al netto del nostro sforzo volto a condividere un’emozione, vorremmo davvero che il reale significato di questa parola magica vi arrivi alle orecchie. Vorremmo che quando ci sentirete parlare del terroir di questa o quella cantina non vediate dentro di voi solamente la maestosità ed eleganza dei filari che si stagliano sulle colline, vorremmo che vedeste quelle persone dentro questi filari, quelli che in prima persona col loro nome in etichetta vanno ad operare la selezione dei grappoli in vigna, che controllano l’alcalinicità del terreno metro dopo metro, che misurano il grado zuccherino delle bacche pianta per pianta. Vorremmo davvero, e speriamo di riuscirci, che quella magia che ci conquista ogni giorno vi si parasse davanti con la bellezza di un quadro impressionista ed arrivasse quanto più intatta davanti ai vostri occhi ogni volta che ci sentirete pronunciare questa parola: il terroir.

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