La Basilicata: terra di mezzo dal potenziale nascosto dove nasce Alovini

La Basilicata, meravigliosa terra che produce vini d’eccellenza

Incastonata nel Sud Italia tra la Calabria e la Puglia è una regione ricca di sapori, odori, silenzi e panorami incredibili perfetti per staccare la spina dai frastuoni e dai ritmi vertiginosi della vita moderna.

Bagnata da due mari, lo Ionio ed il Tirreno, gran parte dell’estensione della Basilicata è montuosa e collinare, ricca di boschi e foreste che ricoprono le montagne, la cui morfologia è prevalentemente di origine calcarea, ergo, terra dal potenziale vitivinicolo infinito.

Questa caratteristica morfologica, accompagnata a diversi tipi d’allevamento della vite, permette di identificare i vini del territorio.

La Basilicata del Vino in tre aree

Il Vulture con il suo tipico vitigno l’aglianico del Vulture, principale vitigno della Basilicata detto anche “Barolo del Sud”, con oltre il 60% della superficie vitata e che, da solo, rappresenta il 90% della produzione dei vini DOP e IGP della regione. Dal colore rosso rubino, profumo elegante con sentori di frutta rossa matura, ciliegia, liquirizia, chiodi di garofano, pepe nero e note tostate dopo il passaggio in barrique, anche se i produttori più legati alla tradizione utilizzano ancora le botti grandi. Un’ importante carica acido-tannica rende questo vino molto longevo, perfetto in abbinamento con le carni al pepe.

La Val d’Agri, in provincia di Potenza, area dalle forti escursioni termiche e terreni ricchi di sabbia e argilla, nei quali la fanno da padroni il Merlot, il Cabernet Sauvignon, il Sangiovese ed il Montepulciano, vini molto strutturati con sentori di spezie, liquirizia e frutti a bacca rossa. Vini dove si ritrovano tutte le caratteristiche dell’area lucana della Basilicata.

Infine, nell’area che degrada verso il Mar Ionio, nel materano, grazie al clima caldo ed asciutto trovano ampio spazio vini rossi e potenti tra i quali il Primitivo, che con piacevoli profumi di frutti rossi, pepe bianco e note balsamiche, oltre a tannini eleganti lo rendono ottimo in abbinamento a Pomodori gratinati con scaglie di pecorino stagionato.

Non mancano neanche i bianchi nelle espressioni di Greco come pure di Malvasia Bianca di Basilicata e Bombino Bianco man mano che ci spostiamo verso la vicina Puglia. La Basilicata è una terra dalle tradizioni antiche, un crocevia di passaggio di moltissime civiltà e civilizzazioni si pensi anche alla storia e alle influenze che si sovrappongono in quella perla architettonica che è Matera. 

Parliamo quindi di un’infinità di microclimi e caratteristiche profondamente diverse tutte concentrate in un territorio tra i più piccoli del panorama ampelografico italiano. Volendo, per chiarezza potremmo infatti guardare un po’ quelle che sono le cifre del vino in Basilicata:

●      Una superficie vitata di 5.150 ha

●      Vitigni a bacca nera per il 90%

o   Di cui i più coltivati sono: l’Aglianico del Vulture (2.163 ha), Sangiovese (412 ha), Aglianico (258 ha) e Primitivo (103 ha)

Ma come dicevamo l’Aglianico del Vulture è la punta di diamante del Vino in Basilicata racchiusa poi nella DOC Aglianico del Vulture per identificare la zona che manifesta una delle qualità più pregiate prodotte dal vitigno autoctono, una grande gloria meridionale.

Vulture, in un affascinante panorama mozzafiato dove vigneti, castagni ed ulivi circondano i fantastici laghi di Monticchio. In questi territori c’è una piccola località conosciuta come Genzano di Lucania ed è qui che il viticoltore fondatore dell’azienda Alovini Oronzo Alò, ha messo le sue radici e si adopera con amore e passione a produrre i suoi vini. 

Nato in Puglia ma trasferitosi ormai in pianta stabile in Basilicata Oronzo, ci piace dargli del tu in quanto anche per noi è diventato un vero amico, è un esperto enologo conosciutissimo sia in Basilicata che nella sua Puglia di origine, dove collabora anche come enologo alla realizzazione di moltissime gemme del sud. La sua è una passione autentica e sincera nei confronti del vino e della qualità, che infatti fuoriesce da quello che è un discorso di affermazione personale ed lo porta ad estendere il suo sapere a chiunque ne voglia usufruire. 

Passare una giornata con Oronzo è come fare un corso accelerato nella cultura del vino, è tuffarsi nell’Aglianico, è un fiume in piena di sapere, amore ed esperienza che poi sono riflesse anche all’interno dei suoi vini. 

È una persona modesta Oronzo, questo sì, non lo sentirete mai vantarsi delle sue produzioni e anzi dovrete complimentarvi voi con lui per fargli capire quanto di bene stia facendo nel suo piccolo, per la Basilicata e per il sud tutto in generale. Poi magari vi risponderà male, perché non è avvezzo ad essere lodato ma fate un giro tra Basilicata e Puglia e vedrete come il suo nome echeggia tra i produttori che giustamente gli tributano il meritato rispetto con espressioni come “ah, anche voi conoscete Oronzo? Cavoli, non ne sbaglia una quello!”

I suoi rossi sono ovviamente da Aglianico quasi sempre in purezza, di quel rubino scintillante, con profumazioni intense ed equilibrate, sentori fruttati che con l’invecchiamento assumono toni speziati e legnosi. Un tannino sempre nobile e vellutato, un sapore secco, strutturato, corposo e minerale con un retrogusto lievemente amarognolo, equilibrato quando maturo.

L’Aglianico del Vulture di Alovini viene affinato nel legno ammorbidendone l’alta componente tannica, importante e vigorosa soprattutto nei vini più giovani: il vino, invecchiando, si addolcisce diventando splendidamente armonico.

Alovini coltiva oggi una superficie di circa sette ettari in una zona dalla radicata tradizione agricola, dove nascono alcuni dei più originali e longevi vini d’Europa: i bianchi Fiano e Greco.

Potremmo proseguire per ore a parlarvi di quanto straordinario sia il suo prodotto e di tutte le storie che ha condiviso ma ahimè lo spazio di questo articolo non ce lo consente. Facciamo così: noi ci fermiamo nel raccontare, ma voi ci promettete che andate a gustarvi subito uno dei vini fatti da Oronzo, così capirete che anche senza le nostre parole questi vini hanno davvero molto da dire. 

Poi la prossima volta magari ci rivedremo tutti insieme giù in Genzano per fargli visita…ne sarà sicuramente felice!

Condividi

Altri articoli

Filodivino

Filodivino, tra Verdicchio e Lacrima

Nel pittoresco paesaggio collinare di San Marcello, nasce un progetto vitivinicolo che cattura l’essenza dell’innovazione e della tradizione: Filodivino. Questa avventura, iniziata da Alberto Gandolfi,

verdicchio

Il Verdicchio, un migrante dal nord

È una storia controversa, quella del Verdicchio, vitigno autoctono marchigiano. Ad onor del vero, tuttavia, quest’uva non ha sempre fatto parte del patrimonio ampelografico della

amarone valpolicella

Amarone della Valpolicella

TRA LEGGENDA E REALTA’ È il 1936 e nella barriccaia di Villa Mosconi, sede operativa della Cantina Sociale Valpolicella, istituita nel 1933 da Gaetano Dall’Ora,

CONTATTACI