Villadoria: il cuore rosso di Tenuta Cappallotto

Villadoria

Dietro ai grandi vini si nascondono storie di amore e passione, vite di famiglie che da generazioni si dedicano alla vigna.

Ogni giorno, ogni mese, ogni anno dal 1887 la famiglia Lanzavecchia produce i suoi vini nel nome della biodiversità, del rispetto del territorio, dell’impatto zero, ben prima che queste parole diventassero così popolari.

A Serralunga d’Alba, nel Piemonte dei vini unici e raffinati, immersa in venti ettari di Nebbiolo da Barolo, sorge Villadoria, il cuore di una tenuta che si estende verso ovest e che accoglie anche un antico Cascinale che ospita l’agriturismo Cappallotto. 

Villadoria rappresenta il centro della vinificazione e dell’affinamento, il luogo in cui vini unici sono il frutto del lavoro e passione, che parlano di terra, di nocciole, di merlot e di moscato che fanno compagnia al barolo.

L’esposizione a ovest della tenuta e le caratteristiche morfologiche del territorio, creano le condizioni ideali per la produzione del Barolo, e la famiglia Lanzavecchia ne sa cogliere tutte le espressioni: oltre al popolare Sorì Paradiso, Barolo D.O.C.G. che esprime tutta la forza e la tradizione del terroir di Serralunga d’Alba, troviamo un Cru d’Autore come il Serralunga d’Alba, altro D.O.C.G. dal fascino e dal carattere commoventi: selezione accurata da due vigneti specifici,  il cru Lazzarito ed il cru Meriame, sapientemente lavorati sotto la rigorosa supervisione della famiglia Lanzavecchia. 

Tenuta Cappallotto Serralunga d'Alba

Il villaggio dei Baroli longevi

La tradizione indica Serralunga d’Alba, tra gli 11 paesi ad alta vocazione per il Nebbiolo da Barolo. Proprio questo piccolo villaggio si distingue, per la unicità della sua esposizione, per i Baroli con maggior longevità e importanza.

La vastità della tenuta e il cambiamento delle condizioni microclimatiche al suo interno, danno vita alla varietà di uve che la grande esperienza dei viticoltori sa selezionare e sapientemente vinificare.

La cantina sa raccontare ogni singolo ettaro della tenuta: dalla collina Paradiso, che svetta ripida difronte, prende forma il Barolo  Villadoria, tradizionale e deciso. pronto ad affinarsi per lunghi anni per esprimere il meglio di sè.

Quando questo Nebbiolo incontra l’altro vitigno autoctono principale della tradizione enologica piemontese, cioè la Barbera, viene fuori un uvaggio antico che si esprime nell’ Arpàss di Villadoria. Un rosso frutto di una prevalenza della Barbera ma con la struttura decisa del Nebbiolo.

Una lavorazione lenta, accuratissima e selettiva, ci regala questo vino vellutato, caldo al palato: l’equilibrio perfetto tra il tannino dolce della Barbera e la buona acidità del Nebbiolo.

Daniele e Paola Lanzavecchia winemaker

Sostenibilità e biodiversità nel calice, da generazioni: le radici antiche di Villadoria

Il castello medioevale di Serralunga d’Alba visto dai vigneti della Tenuta Cappallotto è un immagine molto suggestiva ed evocativa.

Esalta ancora di più la vocazione di una comunità che ha saputo onorare la terra, rispettandola ed esaltandone le proprietà. Tutto questo sforzo che diventa vino non poteva non emozionarci.

Per noi di Mostovivo la relazione che abbiamo costruito con questa cantina è stato qualcosa di particolare e a cui teniamo molto. È stato un rincorrerci dopo esserci reciprocamente riconosciuti stima e rispetto per il lavoro che svolgiamo.

Oggi siamo estremamente felici e orgogliosi di poter lavorare insieme a Villadoria ma ovviamente, come sempre, siamo dovuti partire dai nostri principali criteri d’analisi: l’imprescindibile qualità dei prodotti a partire dai tre citati sopra, e l’autenticità delle storie e della passione dietro al prodotto. Dopo di che, nell’approfondire e conoscere al meglio tutta la produzione, non abbiamo potuto non notare quanto il discorso qualitativo sia assolutamente il filo conduttore di tutta la produzione anche quella – quanto non ci piace questo termine – entry level.

È facile sentire i valori di una tradizione cominciata più di un secolo fa dal pioniere Daniele Lanzavecchia, continuata da suo figlio Pietro e, oggi, portata avanti da Daniele e da sua figlia Paola che si pone come wine maker dell’azienda.

Tutto questo intreccio di vite, generazioni, passione e amore del prodotto traspare e fuoriesce da ogni bicchiere. Una famiglia che ogni giorno sta certosinamente lavorando al vino, alla terra, con la passione e l’energia che potrebbe essere tipica di chi, sull’onda della novità, si approccia al vino da neofita. Ma qui c’è tradizione ed esperienza e ce n’è tanta di entrambe.

Quando accade che dopo quasi un secolo si riesce a proteggere e tramandare il senso di attaccamento e passione che si ha nei confronti di quello che sì un prodotto ma che poi diventa a tutti gli effetti un membro aggiunto del nucleo familiare, allora in quel caso i risultati sono tutti nei grandi vini di qualità, che questa cantina sa proporre e che noi saremo ben lieti di farvi conoscere.

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